Mai stato così facile pubblicare, mai stato così difficile farsi leggere. Secondo il Reuters Institute il traffico Google verso gli editori è sceso del 33% in un anno e secondo “beehiiv” il 68% delle ricerche si chiude senza un clic. Questo porta le aziende a produrre di più perché spesso si pongono la domanda sbagliata, “quanto devo pubblicare per essere visto?”.
Da lettera, saggio e diario a “contenuto”
Un tempo si scrivevano lettere, pamphlet, diari, studi, approfondimenti. Ognuno aveva un lettore, un tempo di lettura, una funzione. Oggi è tutto “contenuto”, termine nato dal punto di vista del contenitore, indifferente a ciò che trasporta. Se il medium è il messaggio, come diceva McLuhan, chiamare tutto allo stesso modo significa dire a tutto lo stesso peso.
La complessità non si semplifica, si differenzia
Niklas Luhmann, che ho avuto la fortuna di conoscere da ragazzo, sosteneva che la complessità non si elimina: si riduce, e ogni sistema lo fa con la propria logica. Ridurre tutto a un’unica parola è la riduzione più povera. L’alternativa è scomporre la complessità in sottosistemi, ciascuno con le sue dinamiche.

Cosa cambia per il marketing di un’azienda
Il blog: per chi cerca una risposta
La newsletter: per chi ti ha già scelto
Il podcast: per chi ha il tempo di ascoltare
I social: per chi non ti conosce ancora
Ognuno di questi mezzi ha una funzione e una metrica propria, che non possono essere ignorate.
Cosa misuriamo in Braind
- Quasi 165.000 visualizzazioni su Instagram negli ultimi 90 giorni.
- 22 campagne newsletter e oltre 15.600 invii dall’inizio dell’anno, con tasso di apertura del 35%.
- Oltre 76 ore di ascolto totali per il podcast dal lancio.
- Sul blog, le impressioni su Google crescono del 64% anno su anno e la posizione media passa da 15,7 a 8.
Nessuno di questi numeri risponde alla stessa domanda. Visibilità, ascolto, attenzione ripetuta: sono funzioni diverse, e confonderle è l’errore che chiamiamo “contenuto”. Una strategia attenta e figlia di analisi approfondite permette, invece, di avere diverse tipologie di contenuti che INSIEME concorrono a costruire il posizionamento del brand.

Da dove partire
Se la tua azienda produce contenuti ma non sa a cosa servano, il primo passo è decidere per chi e con quale funzione. Da qui, la necessità di un’analisi approfondita che possa prendere in esame diverse cose, tra cui le brainy personas, il sentiment, il TAM del mercato rispetto ai prodotti e ai servizi dell’azienda, ecc.
Parliamone.


