Neuralink impianta il suo primo microchip nel cervello umano.

Qual è il confine tra AI ed etica?

Neuralink, la startup di neurotecnologie di Elon Musk, ha impiantato il suo primo microchip nel cranio di un essere umano. L’ambizione è dare una speranza a chi soffre di disturbi neurologici, consentendo all’uomo di comunicare con i computer direttamente attraverso il pensiero.

C’è però un’altra ambizione che pone dei dubbi sulla questione, ed è la volontà di «potenziare» l’essere umano, rendendolo più forte e performante. Il risultato porterebbe a uomini e donne «con capacità fisiche e cognitive superiori… con muscoli più forti, udito migliore e vista più acuta». Davanti ad una rivoluzione di questa portata, gli interrogativi sono tanti, dal punto di vista etico, morale e medico.

  1. Una prima domanda riguarda l’integrazione con le emozioni.
    Quanto una macchina può essere in grado di riconoscere, comprendere e dare interpretazione delle emozioni proprie dell’essere umano? Il nostro fare quotidiano ci costringe a lavorare sempre sulla complessità e sulle sfumature delle emozioni umane, cosa che nessuna AI odierna possiede. Non può esserci Intelligenza Artificiale senza Intelligenza Emotiva, che combinate insieme chiamano in gioco l’Intelligenza Aumentata, che altro non fa che estendere e supportare l’intelligenza umana con l’aiuto dell’AI.
  2. Una seconda domanda chiama in causa l’evoluzione della tecnologia.
    Quanto questo processo di ibridazione cervello-macchina risponde ad un’evoluzione tecnologica a favore dell’umanità? Le azioni a cui stiamo assistendo potrebbero comportare importanti mutamenti per il destino dell’umanità e vanno regolati da precisi valori etici e morali.
  3. Questo apre ad una terza domanda. Cosa ne è della privacy neurale dell’individuo?
    Chi come noi si rapporta ogni giorno con le straordinarie potenzialità dell’AI, non si stupirà degli immensi passi da gigante che si stanno facendo in tutti gli ambiti grazie alla tecnologia. È indispensabile però agire in modo etico e morale, per allontanare il pericolo di derive autoritarie per il controllo sulle menti.

I punti sul tavolo del dibattito sono tanti e noi abbiamo già tanti dubbi che ci proponiamo di approfondire.

Tu cosa ne pensi?

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